Vivere offroad

“Abitudinario” o “fuori dagli schemi”? Questi due aggettivi si possono applicare, in linea di massima, alla vita di tutti i giorni, quando ci si riferisce al modo di pensare, di vivere, di comportarsi di qualsiasi persona, questi due aggettivi descrivono e distinguono anche perfettamente le due “categorie” di guidatori esistenti.

C’è chi predilige viaggiare e muoversi su strade asfaltate, monotone, grigie, già conosciute, mai sconnesse e prive di insidie. Poi c’è chi preferisce percorsi ricchi di fascino, ricchi di emozioni, colori, vegetazione, 1000 imprevisti ed ostacoli da affrontare per poter andare avanti.

Ecco, chi ama la guida in fuoristrada è proprio così che si sente, è proprio così che vive, è proprio così che pensa. Onestamente non saprei collocare nel tempo, o in un momento particolare della mia vita, la mia passione per la guida in fuoristrada, sicuramente un po’ di merito lo hanno avuto le serie tv degli anni ’80 stile RENEGADE e HAZARD); penso sia stato più un crescendo, giorno dopo giorno, attività dopo attività.

L’essermi trovato ad affrontare le bellissime dune della Sardegna, le ripide salite e discese dei percorsi del Nord Italia, il fango e i guadi nella zona del Veneziano, la sabbia, le pietre e i terreni sconnessi del Medio Oriente e dell’Asia Centrale, mi hanno permesso di acquisire, in tutti questi anni, consapevolezza, tecnica ed esperienza in questo settore.

Sai, credo che guidare in “off road” non significhi solo condurre un fuoristrada su percorsi sconnessi, sfidando la gravità o cercando di non rimanere impantanato o bloccato lungo l’itinerario. È qualcosa di più profondo e professionale, innanzitutto è necessario conoscere il proprio fuoristrada, le sue capacità, le sue potenzialità, le prestazioni che può offrire su tutti i tipi di terreni e in qualsiasi condizione climatica, verificandone sempre la messa a punto prima di partire, già questo aspetto spesso viene tralasciato o quantomeno sottovalutato dal guidatore medio.

E’ altrettanto  importante studiare il terreno che ci si accinge ad affrontare, magari scendendo dal mezzo per valutare a vista la migliore traiettoria da prendere; adattare la pressione dei pneumatici, la posizione di guida corretta, innescare la giusta marcia ridotta o il giusto bloccaggio del differenziale per avere quello spunto che ti permette di superare l’ostacolo, ovviamente come detto prima conoscendo la propria macchina, conoscendone gli angoli di attacco.

Tutte queste valutazioni variano in base a diversi fattori che bisogna prendere in considerazione: la percentuale di pendenza, la “durezza” del terreno, la stabilità che si ha sulle quattro ruote, il peso del mezzo nel suo complesso, la velocità e la potenza necessaria, e potrei continuare ancora parecchio.

Prima ancora di tutto questo, ciò che può fare la differenza è un’attenta e oculata sistemazione e razionalizzazione del materiale utile da avere sempre con se ed a disposizione.

Un consiglio importante prima di partire è poi proprio di non affrontare i percorsi fuoristrada in solitaria, così da evitare le insidie che il percorso o il meteo possono nascondere, cercate di “settare” il vostro mezzo in maniera da riuscire a distribuire e bilanciare i pesi su entrambi gli assi evitando di sovraccaricarlo;

Poi è sempre consigliabile definire quale sia il minimo obbligatorio di materiali per fuoristrada da avere a bordo, sia per una questione di sicurezza in se ma anche per questioni pratiche come un eventuale traino:

  • funi strops;
  • cime/corde;
  • un badile;
  • una torcia;
  • più paia di guanti da lavoro;
  • dei grilli e magari un verricello (se in dotazione).

Oltre a questi attrezzi da lavoro, ovviamente, non dimenticare, acqua e qualche genere alimentare per la “sopravvivenza”, un kit medico per il primo soccorso e una cassettina attrezzi fornita di tutto il necessario che può tornare utile in varie circostanze.

Non avere paura, se sei alle prime armi o ti stai affacciando per la prima volta al mondo del fuoristrada, della complessità di valutazioni da fare, dell’inesperienza stessa delle tecniche per affrontare un ostacolo, delle preoccupazioni della continua mancanza di aderenza tipica di quando si abbandona l’asfalto; in fondo siamo persone “fuori dagli schemi”, e già questo basterà per avere il coraggio e la caparbietà di affrontare tutto ciò con la consapevolezza di poterci riuscire. La pratica, gli errori e l’esperienza acquisita nel tempo, faranno il resto.

Buon viaggio……..e che sia un viaggio fuoristrada!

F. L.


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